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La Riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) è inaccettabile come lo era la Riforma III dell’imposizione delle imprese (RII3), respinta con oltre il 60 per cento di NO due anni fa. Il messaggio era chiaro: rifiutiamo nuovi privilegi per le grandi imprese a discapito della stragrande maggioranza della popolazione. Tuttavia il Parlamento ha ignorato questo voto e ripropone la stessa ricetta.

La RFFA provocherà miliardi di franchi di perdite alla Confederazione, ai Cantoni e ai Comuni, come sarebbe stato il caso con la RII3. Le conseguenze si faranno sentire negli asili nido, nell’assistenza agli anziani, nella qualità della formazio­ ne, nelle cure ospedaliere, nei sussidi per l’assicurazione malattia ecc. La Riforma ci colpirà tutti, le donne in particolare.

I regali alle grandi imprese saranno pagati dalla popola­ zione anche attraverso l’aumento delle imposte. Le ingiustizie continueranno: noi continueremo a pagare le imposte fino all’ultimo centesimo del nostro stipendio e gli azionisti a bene­ ficiare di esenzioni considerevoli sui loro dividendi. Le dedu­ zioni sugli utili delle multinazionali potranno raggiungere addirittura il 70 per cento!

La RFFA ci porta in un vicolo cieco. La Svizzera resterà la locomotiva del dumping fiscale a livello internazionale, con strumenti di evasione discutibili. È un gioco pericoloso che rischia di portarci di nuovo su una lista nera. La Svizzera continuerà a sottrarre entrate ai Paesi poveri, che ne hanno un bisogno vitale.

La RFFA contiene certo un punto positivo: il finanziamen­ to aggiuntivo per l’AVS. Tuttavia, non si tratta di una compen­ sazione sociale: i pensionati attuali e futuri non riceveranno un franco in più! In un Paese ricco come il nostro, centinaia di migliaia di persone sono costrette a contare ogni centesimo per arrivare alla fine del mese. Piuttosto che offrire nuovi regali alle grandi imprese bisognerebbe valorizzare le rendite AVS! Inoltre, questo finanziamento aggiuntivo non ci preserva dall’innalzamento dell’età pensionabile per le donne, già previsto dal Consiglio federale.

I VERDI, solidaritéS, Die Gewerkschaft im Service Public (VPOD), Junge Grüne, JUSO, Syndicat Interprofessionnel des travailleuses et des travailleurs (SIT), Tessiner Komitee gegen SV17, AVIVO, Partei der Arbeit (PST-PdA), Forum Alternativo (TI), Laliste (GE), Bewegung für Sozialismus BFS, Cartel intersyndical du personnel de la fonction publique, Attac Schweiz, SP Genf, ADETRA, Collectif #65nopeanuts, Waadtländer Gewerkschaftsbund, Communauté Genevoise d’Action Syndicale (CGAS).